Il signor diavolo

Recensione di Michele Orsitto

Le Valli di Comacchio rendono bene al cinema, specie se con riflessi gialli, noir o horror. Pupi Avati lo sa bene (v. La Casa dalle Finestre che Ridono), ma lo sapeva anche Carlo Mazzacurati (Notte Italiana, La Giusta Distanza). 
E rendono bene anche in questo “Il Signor Diavolo”, molto sbandierato ritorno del regista bolognese al genere horror.
Il soggetto è molto buono (il resto, credo, un po’ meno): 1952, la DC domina la politica italiana. In Veneto (feudo della “balena bianca”), pare che un bambino molto impressionabile abbia ucciso un suo coetaneo convinto da una suora e un sagrestano che fosse il demonio. Il problema è che il ragazzino ucciso è il figlio di una potente nobildonna, capace di spostare migliaia di voti, e che ora è inferocita contro la Chiesa e la DC. Un giovane e impacciato funzionario (Furio Momenté) viene spedito dal Ministero di Grazia e Giustizia tra le anguille del delta del Po per insabbiare le possibili accuse contro gli ecclesiastici coinvolti. Continui flashback mentre, nel viaggio in treno da Roma, il funzionario legge i verbali dell’istruttoria (interrogatori, perizie, ecc.). Nell’ultima parte del film si assiste all’indagine sul campo di Momenté. Coup de theatre con finale aperto (anzi chiuso 🙂 chi ha visto il film intende il bisticcio di parole).
Un’eccellente idea realizzata mediocremente. Splendida l’intuizione di legare horror e politica degli anni ’50, la perversione della superstizione con il voto alla DC, il lasciare costantemente nel dubbio se quanto immagina il bambino-omicida siano solo condizionamenti esterni o reali fenomeni extrasensoriali (espediente comunque ormai noto da secoli…da Amleto a Giro di Vite di H. James, passando per E.A. Poe)…
Ma uno scarso approfondimento psicologico dei personaggi e dell’Italia degli anni ’50, una pletora di figuranti inutili e che servono solo a far perdere tempo e ritmo al film, ne fanno un’occasione sostanzialmente persa.
Peccato, perché davvero si trattava di un’idea affascinante, realizzata in un contesto ambientale suggestivo (ci sono scene e immagini molto belle), tutto sommato ben recitato e tecnicamente ben diretto (è stato da più parti criticato lo stile antiquato e soprattutto il suono in presa diretta, ma mi paiono peccati veniali rispetto alle sciatterie della sceneggiatura).
Urge un remake immediato con una sceneggiatura degna di questo nome!!

23 agosto 2019

 Michele Orsitto

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