Una straordinaria ripresa quella della produzione dell’Otello del 2017 (vedi la mia recensione https://nocrimeonly.art.blog/2017/07/02/il-leone-e-tornato-jonas-kaufmann-trionfa-nellotello-alla-royal-opera-di-londra/) grazie ad un cast eccezionale che vedeva Gregory Kunde autorevole Otello, Carlos Alvarez nei panni di uno Jago vigorosissimo e solidissimo ed Ermonela Jaho strepitosa, struggente, indimenticabile Desdemona.
E dunque Antonio Pappano rispolvera la partitura verdiana a circa due anni di distanza dalle recite trionfali che videro Jonas Kauffman prima e lo stesso Kunde dopo, nel secondo cast, nel ruolo del moro, che poi in questa produzione moro non è, e ci regala una rilettura memorabile dove il turbinio incessante delle passioni e degli eventi rigurgita senza sosta nella musica prima ancora che nell’animo dei personaggi. E veniamo travolti come non mai dalle onde altissime della tempesta dell’inizio, mosse dalla sempre più straordinaria orchestra della Royal Opera. E la incommensurabile bellezza di questo testo musicale e teatrale ci avvolge e ci sommerge in ogni momento con un’esecuzione altrettanto bella. Pappano si fa carico, come consuetudine, non solo di muovere le fila della monumentale macchina orchestrale, ma dedica, e lo si vede, e lo si sente, un’attenzione quasi ossessiva ai suoi cantanti. Respira con loro, sembra muoversi con loro, si nutre delle stesse emozioni e questa “corrispondenza d’amorosi sensi” la si avverte in tutto il corso dell’opera.
Gregory Kunde, che nella fase matura della sua straordinaria carriera artistica è giunto a misurarsi con uno dei ruoli tenorili più impervi ed estremi, supera la prova, come già piuttosto frequentemente nel recente passato, con grande disinvoltura. Ottima la sua prova dal punto di vista vocale, senza esitazioni e con una assoluta padronanza del ruolo, con un’interpretazione sfaccettata e che rende giustizia al progressivo sfaldarsi dell’animo di Otello. Efficacissimo e molto coinvolgente dal punto di vista scenico proprio nella rappresentazione dello sgretolarsi del personaggio sotto il peso di un sospetto che diventa una assurda, incomprensibile, certezza.
A spezzarci il cuore ci pensa la Desdemona di Ermonela Jaho. Questa artista unica costruisce il proprio personaggio proponendo un versante interpretativo personalissimo, facendosi carico fino in fondo dell’animo di Desdemona, del suo sentire, dalla gioia alla mestizia, dallo sconcerto al dolore più sconfinato, offendo nel contempo una lezione di stile di canto memorabile con i suoi irresistibili pianissimi e un fraseggio di alta scuola. Ricama con grande sapienza e gusto interpretativo la Canzone del salice e l’Ave Maria successiva, con accenti che affondano in una commozione devastante, straziante, senza mai perdere il senso della misura e del controllo, con sconsolata mestizia che non diventa, però, mai rassegnazione, come il tener la fronte alta al cospetto di Otello del quale non riesce a comprendere quale furia gli si agiti in cuore. Assiste attonita al progressivo frantumarsi della mente di lui. Insomma la Jaho, in ogni sua esibizione, ci offre una grande avventura umana e spirituale.
Carlos Alvarez è uno Jago sobrio, mai sopra le righe, e per questo ancora più autentico, credibile e potente nel realizzare il suo delirante progetto.
Molto bene il Cassio di Freddie De Tommaso, voce di bello spessore e ben tornita. Disinvolto e molto efficace sul piano scenico. Ottimi Andres Presno nel ruolo di Roderigo e Catherine Carby in quello della devota Emilia.
Un plauso conclusivo allo stupendo coro della Royal Opera che ci fa sempre volare alto.
Teatro esauritissimo in ogni ordine di posto, così come nelle recite precedenti. Successo pieno e standing ovation lunghissima al curtain call.
Sandro Corti
Recensione della recita del 22 dicembre 2019
Musica Giuseppe Verdi
Libretto Arrigo Boito
Direttore Antonio Pappano
Regia Keith Warner
Scene Boris Kudlička
Costumi Kaspar Glarner
Luci Bruno Poet
Montano Michael Mofidian
Cassio Freddie De Tommaso
Iago Carlos Alvarez
Roderigo Andres Presno
Otello Gregory Kunde
Desdemona Ermonela Jaho
Emilia Catherine Carby
Un araldo Favid Kimberg
Lodovico David Soar










