La Liù di Ermonela Jaho scioglie il cuore della Principessa di gelo

A Barcellona Turandot fa coming out


Recensione di SANDRO CORTI
recita di domenica 13 ottobre 2019 – Gran Teatre de Liceu, Barcellona


Stordisce e stupisce la produzione visionaria di Turandot al Liceu di Barcellona con una infinità di richiami simbolici che lanciano una continua sfida interpretativa.  Il regista, Franc Aleu, con alle spalle significative esperienze con la Fura dels Baus, precipita l’opera in un non-tempo dove la reggia della Principessa sembra albergare in un remotissimo futuro fantascientifico e inquietante e il controllo delle menti da parte del potere è ormai arrivato a un livello di irreversibilità. È un mondo ostentatamente tecnologico, dove pure le tre maschere, Ping, Pong e Pang, alternano movimenti robotici ad altri clowneschi e, se vogliamo, più umani.

L’aspetto più pregevole della proposta di Aleu è la cascata continua di suggestioni visive, proiezioni alcune veramente di rara bellezza, basti citare quelle che accompagnano il sorgere della luna nel primo atto, le ombre dei morti che si muovono come anime fluttuanti di un oltre mondo senza tempo, le teste in stile classico che cadono dall’alto sfracellandosi al suolo quando Ping, Pong e Pang stilano l’elenco dei principi mandati a morire dalla spietata Principessa.

In questa dimensione onirica, impalpabile e, oserei dire, virtuale, si concretizzano le figure di Calaf, Timur e Liù. Sembrano essere stati catapultati lì da un altro tempo dopo aver attraversato una porta spazio-temporale ed hanno la concretezza dell’essere umani, vestire i panni che immagineresti normali per i loro personaggi, con un retrogusto etnico, soprattutto per Liù, che contrasta con tutto il contorno. È la loro dimensione umana a rompere l’incantesimo che imprigiona Turandot nella propria crudeltà?

Sarà Liù a sciogliere il cuore della Principessa in un finale che vede Turandot scoprire l’amore nei poveri resti della piccola schiava. Aleu propone una lettura insolita e, se vogliamo, intrigante, bypassando con un espediente le esigenze imposte dal libretto e virando l’epilogo verso una conclusione spiazzante.

Ermonela Jaho conquista non solo il cuore della Principessa, ma anche di quelli che hanno avuto la possibilità di esserci. La sua, come ormai è consuetudine, è una lezione di stile, di canto, di misura e di travolgente forza interpretativa. Fin dalle prime battute regala momenti di pura magia, penso al suo pianissimo a conclusione della frase “perché un dì nella reggia m’hai sorriso”, sottilissimo e penetrante, tenuto lunghissimo e che lascia un’impronta indimenticabile. La Jaho costruisce un personaggio a tutto tondo, dove non c’è niente di sbagliato e dove tutto sembra splendidamente appropriato. Ovvio che, trattandosi della Jaho, la scena della morte di Liù diventa un momento di travolgente commozione.

De Leon è un Calaf solido senza incertezze, poderoso, vincente. Non ha difficoltà a spingere il registro acuto così come nell’esplorazione di quello grave. Il considerevole volume della sua voce, com’è ovvio, giova al personaggio, soprattutto quando ingaggia i suoi terribili duelli vocali con Turandot.

Ieratica e austera la Turandot di Iréne Theorin che sa spingere sugli acuti con una certa disinvoltura e mette la sua voce torrenziale al servizio del personaggio pur con qualche sbavatura nella dizione.

Molto bello il Timur di Alexander Vinogradov, che conferisce al personaggio un’aura di profonda dignità.

Ottime le tre maschere nel loro dinamismo non solo vocale ma anche scenico e ottimo l’Altoum di lusso interpretato da  Chris Merritt.

Eccellente il coro del Liceu che, come si sa, in Turandot è uno dei protagonisti dell’opera.

Successo pieno per tutti al curtain call, con un’impennata dell’applausometro, mi urge segnalarlo, per Ermonela Jaho.


Direzione d’orchestra Josep Pons

Regia e videocreazioni Franc Aleu

Aiuto regia Susana Gómez

Scenografie Carles Berga e Franc Aleu

Costumi Chu Uroz

Tecnologie multimediali José Vaaliña

Luci Marco Filibeck

Produzione Gran Teatre del Liceu

Orchestra Sinfonica e Coro del Gran Teatre del Liceu

Direzione del coro Conxita Garcia

Principessa Turandot Iréne Theorin

Imperatore Altoum Chris Merritt

Timur Alexander Vinogradov

Il principe sconosciuto, Calaf Jorge de León

Liù Ermónela Jaho

Ping Toni Marsol

Pang Francisco Vas

Pong Mikeldi Atxalandabaso

Mandarino Michael Borth

Voce del principe di Persia José Luis Casanova

Ancelle Maria Such e Marta Polo

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